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LA SECONDA GUERRA PUNICA

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La seconda guerra punica

Il tragitto di Annibale nella seconda guerra punica

Annibale parte  da Carthago nova, in spagna,  per andare a sconfiggere i Romani a Roma. Questa è la seconda guerra punica, durata dal 219 al 202 a.C., caratterizzata da numerosissime battaglie. Nel maggio del 218 a.c. Annibale lasciò la penisola iberica con un esercito di circa 90.000 fanti, 12.000 cavalieri e 37 elefanti.

Man mano che lasciava la Spagna, entrò in Gallia dove cercò alleanze con le popolazioni locali, poiché doveva percorrere forzatamente quel territorio. Ciò non fu facile perché dovette combattere con diverse tribù e perse alcune migliaia di uomini. Giunse sulle rive del Rodano a fine agosto con circa 40.000 uomini che avevano ormai disputato diverse battaglie. Perse quindi circa la metà del suo esercito. Doveva passare sulla sponda opposta del Rodano (nei pressi di Marsiglia), ma dall’altra parte lo aspettava Publio Scipione con l’esercito romano, ormai a conoscenza delle intenzioni di Annibale. Annibale evitò lo scontro e deviò il suo percorso, decise di far passare il suo esercito attraverso le Alpi.  



Particolare da un affresco (ca 1510) al Palazzo del Campidoglio (Museo Capitolino) di Roma

Affresco raffigurante Annibale, presente al Campidoglio (museo Capitolino)

Era la metà di settembre, perciò giungevano i primi freddi. Sia l’esercito che gli elefanti erano abituati al caldo della Spagna, perciò le difficoltà non furono poche. Comunque, male attrezzati, riuscirono a giungere nella pianura padana prima che le nevi occupassero le vallate. Qui, già da subito trovò tribù ostili, ma non furono per lui un grande problema.   

Ai piedi delle alpi, l’esercito cartaginese contava circa 35.000 uomini e 21 elefanti. C’è da dire che però aveva annesso a sé numerose tribù che seguirono Annibale nella sua “improbabile impresa”. Scipione cercava di capire dove fosse Annibale e quale strada stesse percorrendo verso Roma.  Lo incontrò e si scontrò nella battaglia del Ticino, dove Roma potette saggiare la forza dell’esercito di Annibale. La sconfitta per Scipione fu pesante, egli rimase ferito e salvato da suo figlio Publio Cornelio Scipione che poi sarà soprannominato “Scipione l’Africano”. A dicembre Annibale finse un attacco contro i romani presso il Trebbia, poi finse una fuga. I cartaginesi erano ben preparati alla battaglia, mentre i romani erano digiuni e furono costretti ad attraversare il fiume nonostante il freddo, qui vi trovarono le crudeli truppe di Annibale che scardinò l’esercito comandato da Sempronio che fu decimato. Nel frattempo a Roma giunse voce dell’abilità del condottiero cartaginese e il suo esercito cominciò ad organizzarsi meglio. Ancora una volta però Roma perse le tracce di Annibale, l’esercito romano di 25.000 uomini, capeggiato dal console Flaminio fu preso improvvisamente d’assalto sulle rive del lago Trasimeno. Fu un massacro, le truppe cartaginesi spinsero quelle romane nel lago con le loro pesanti armature, in migliaia annegarono. Le perdite per Roma furono di 15.000 uomini, console Flaminio compreso. Successivamente il crudele Annibale fece uccidere anche i 6.000 prigionieri. A questo punto lo stratega cartaginese pensò bene di non attaccare subito Roma, per cui decise di recarsi a sud dove c’erano tribù non tanto vicine a Roma, e nel frattempo rifocillava gli uomini. Giunse nel 216 a.c. nella cittadella di Canne.

Le battaglie italiane della seconda guerra punica

Le battaglie italiane della seconda guerra punica

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