Barletta

 

CANNE DELLA BATTAGLIA

vai alla seconda guerra punica

 

Canne della Battaglia

La piana della battaglia vista dalla cittadella di Canne 

Una fra le attrazioni principali della nostra terra è Canne della battaglia, insediamento romano risalente al VI secolo a.C. La particolarità di questi suggestivi resti, è che nel 216 a.C., in questo posto si è svolta la più feroce e cruenta battaglia di tutti i tempi, una vera carneficina. Tale battaglia vide i romani comandati da Terenzio Varrone soccombere agli spietati Cartaginesi capeggiati dallo stratega Annibale.

Video su Canne della Battaglia Video su Canne della Battaglia Video su Canne della Battaglia Canne della Battaglia, 2224 anni dopo (parte 1)

4 video su Canne della Battaglia a cura della Proloco di Barletta e Canne della Battaglia


Via Traiana a Canne della Battaglia

Tratto della via Traiana che attraversa la cittadella di Canne

Questa cittadella, ai tempi della battaglia era un punto strategico molto importante, in quanto, Roma utilizzava Canne come riserva di grano, che a quei tempi era fortemente presente qui nel tavoliere. Ancora oggi, grazie agli scavi dei primi decenni del '900, effettuati anche grazie all'intervento economico di Mussolini, che volle fortemente portare alla luce queste rovine, che prima erano quasi totalmente coperte da terriccio e vegetazione.

Canne della Battaglia, la tomba di San Ruggiero, patrono di Barletta

La tomba di San Ruggiero, Vescovo di Canne e Patrono di Barletta nella Chiesetta di Canne

Le foto sono molto significative, potete osservare la suggestività di questo luogo, oggi ci sono soltanto delle rovine, ma 2300 anni fa' in questa piccola località c'era la vita, il commercio, le attività artigianali, mercati. Per la strada principale, che corrisponde alla famosa via Traiana (che parte da Roma come via Appia, e a Benevento si biforca e raggiunge Brindisi per un percorso più interno a quello della via Appia che passa per il mare), qui, passavano carri trainati da cavalli che raggiungevano i porti meridionali, era molto trafficata da mercanti, pellegrini, viandanti.

Gino Vitrani, Presidente della Proloco di Barletta e Canne della Battaglia poggiato ad un plinto romano sulla via Traiana a Canne

Gino Vitrani poggiato ad una colonna romana sulla via Traiana a Canne

Di successiva costruzione, la chiesetta di San Ruggiero (Vescovo di Canne e Sacerdote di questa Cattedrale attorno al 1.100), che è la piccola cattedrale di Canne, qui vi è ancora oggi (in non buone condizioni) la tomba di San Ruggiero, che è il Santo Patrono della città di Barletta. Sul retro vediamo una cappella mortuaria dove è probabile venissero seppelliti i Sacerdoti, o anche i nobili della cittadella; di particolare richiamo è una piccola tomba di un bambino. Qui a Barletta c'è un detto "Sent R'ggir amend e furastir", cioè: "San Ruggiero è amante ai forestieri", in altre parole, San Ruggiero voleva bene quasi piu' ai visitatori della cittadella, ai pellegrini (che portavano omaggi e doni), che agli abitanti stessi.

Di notevole interesse, ed ancora evidenti oggi, il modo di vivere di XXIII secoli fa', di ottima fattura erano le costruzioni in pietra, con le divisioni interne delle varie stanze. Le fosse granarie, le riserve d'acqua e le fosse biologiche: ci troviamo ad ammirare oggi la civiltà che non ha nulla da invidiare a quella di oggi, è chiaro che era una società altamente organizzata dove ognuno aveva un proprio ruolo, un suo mestiere. E' stata portata alla luce anche una fornace che serviva alla costruzione di vasi di terracotta, manufatti di argilla, piatti, pavimentazioni in terracotta. Molto interessante il pavimento a mosaico che è stato ricostruito e messo ben  in evidenza. All'ingresso c'è un museo dove sono raccolti i reperti portati in superficie durante gli scavi che nel corso degli anni si sono susseguiti, trovati nell'intera zona circostante Canne. Molto bella, una ceramica raffigurante Annibale su di un elefante nella seconda guerra punica. Nell'antiquarium sono presenti reperti che vanno dall'era neolitica fino a quella medievale, sono state rinvenute lame silicee del neolitico, ceramiche della stessa epoca; di rilievo è la "venere neolitica", una statuetta rinvenuta nell'acropoli risalente al IV millennio. Raccolti i corredi tombali della necropoli e materiale rinvenuto sul campo di battaglia. Qui il cortese personale proietta un DVD che commenta Canne e la sua famosa battaglia fra i romani e i Cartaginesi.

Poco distante dalla cittadella, coperto da secolari alberi di ulivo, nei pressi di una masseria, possiamo ammirare un menhir. Nati come fari neolitici utilizzate durante le battute di caccia e che si sono evolute in veri e propri sistemi di comunicazione, se ne trovano altri nel Salento. Altro punto di notevole richiamo sono le terme di San Mercurio, ultimo ritrovamento di una villa romana risalente al I secolo d.c. E' situato proprio nella collinetta di fronte alla cittadella, poco distante dalla sorgente di San Ruggiero, dalla quale ancora oggi possiamo ammirare la suggestiva fuoriuscita dell'acqua potabile, che poi è servita ad alimentare la riserva d'acqua delle terme poi portata alle vasche di immersione. Nel 1083, quando era sotto la dominazione normanna, Canne  fu distrutta da Roberto il Guiscardo. Ormai in ginocchio, Canne non riuscì più a risollevarsi. Il lento ma inesorabile esodo dei suoi cittadini portò la maggior parte di questi ad emigrare nella vicina Barletta.