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L'evento è stato ideato da
Gino Vitrani
(Presidente della Proloco di Barletta e Canne della Battaglia),
che con il suo staff ha effettuato le ricerche storiche da un
manoscritto custodito dal Mons. Salvatore Santeramo. Gino
Vitrani ha costruito artigianalmente le splendidi corna che i
nostri ragazzi portano in testa durante il corteo storico.


L'associazione Proloco di Barletta e Canne
della battaglia organizza annualmente, il giorno 11 novembre la
famosa "Fiera di San Martino", detta anche "Festa dei Cornuti".,
proponendo la rievocazione della cavalcata dello Stendardo, che
all'epoca in cui la città di Barletta era sottomessa al
Re Carlo
V di Spagna, si commemorava per opera del gran Capitano
Consalvo
da Cordova, ogni 11 di novembre, allo scopo di far conservare
nei cittadini lo spirito di fedeltà al Re, donando alla città di
Barletta il Real Stendardo che si conserva ancora oggi nel
Castello, e di cui Mons. Salvatore Santeramo ce ne ha tramandato
la storia.

Ogni anno, l'11 novembre, giorno di San
Martino, il Sindaco della città di Barletta aveva l'obbligo di
organizzare la cavalcata fra i nobili e i cavalieri ed egli
stesso con gli eletti, il governatore con il battaglione a piedi
e molta altra gente armata, veniva nel
Castello, giurava fedeltà
al Re, e successivamente, sopra un cavallo portava con le sue
stesse mani lo stendardo, e si recava in corteo dal castello
sulla piazza di Barletta. Arrivato nella piazza di
Aracho (Eraclio),
il corteo faceva sosta e lo stendardo veniva inalberato e
custodito di giorno e di notte dai soldati.

Con questa cerimonia si inaugurava la Fiera
di San Martino. E' la festa ispirata per tradizione alla
svinatura e all'inizio del ciclo invernale. Per San Martino si
spilla la botte del buon vino e la svinatura favorisce le
libagioni e i banchetti. Ma San Martino, segnando l'inizio del
ciclo invernale è una specie di carnevale anticipato. In paese i
giovani mascherati entrano nelle case a far la corte alle
ragazze, gruppi di giovani a sera girano per le vie delle città
e disegnano grandi corna sulla facciata delle case ove abitano
quei mariti che l'opinione pubblica ritiene infelici; inoltre
una leggenda narra che San Martino, inseguito dai nemici, si
rifugiasse entro una botte vuota, e sfuggisse così agli
inseguitori ubriacatisi.

Sono giorni indimenticabili tra storia, arte,
cultura e "buon vino". La popolazione è coinvolta
direttamente e partecipa, interviene e si diverte. Non da meno
sono le sagre tradizionali, tra orecchiette, bragiuole, vino e
salsiccia ai ferri. C'è da divertisi, veniteci a trovare e
vedrete!!!


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