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Una fra le attrazioni principali della nostra
terra è Canne della battaglia, insediamento romano risalente al
VI secolo a.c.
La particolarità di questi suggestivi resti,
è che nel 216 a.c., in questo posto si è svolta la più feroce e
cruenta battaglia di tutti i tempi, una vera carneficina. Tale
battaglia vide i romani comandati da Terenzio Varrone soccombere
agli spietati cartaginesi capeggiati dallo stratega Annibale.
Questa cittadella, ai tempi della battaglia
era un punto strategico molto importante, in quanto, Roma
utilizzava Canne come riserva di grano, che a quei tempi era
fortemente presente qui nel tavoliere.
Ancora oggi, grazie agli scavi dei primi
decenni del'900, effettuati anche grazie all'intervento
economico di Mussolini, che volle fortemente portare alla luce
queste rovine, che prima erano quasi totalmente coperte da
terriccio e vegetazione.
Le foto a destra sono molto significative,
potete osservare la suggestività di questo luogo, oggi ci sono
soltanto delle rovine, ma 2300 anni fa' in questa piccola
località c'era la vita, il commercio, le attività artigianali,
mercati. Per la strada principale, che corrisponde alla famosa
via Traiana (che parte da Roma come via Appia, e a Benevento si
biforca e raggiunge Brindisi per un percorso più interno a
quello della via Appia che passa per il mare), qui, passavano
carri trainati da cavalli che raggiungevano i porti meridionali,
era molto trafficata da mercanti, pellegrini, viandanti.
Di successiva costruzione, la chiesetta di
San Ruggiero (Vescovo di Canne e Sacerdote di questa Cattedrale
attorno al 1.100), che è la piccola cattedrale di Canne, qui vi
è ancora oggi (in non buone condizioni) la tomba di San
Ruggiero, che è il Santo Patrono della città di Barletta. Sul
retro vediamo una cappella mortuaria dove è probabile venissero
seppelliti i Sacerdoti, o anche i nobili della cittadella; di
particolare richiamo è una piccola tomba di un bambino.
Qui a Barletta c'è un detto "Sent R'ggir
amend e furastir", cioè: "San Ruggiero è amante ai forestieri",
in altre parole, San Ruggiero voleva bene quasi piu' ai
visitatori della cittadella, ai pellegrini (che portavano omaggi
e doni), che agli abitanti stessi.
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VIDEO.
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