|

La facciata

La torre campanaria (m 5,65x5,45 di lati)
è coeva alla prima costruzione (XII sec.), ha cinque piani ed è
alta 43 m. La "Cronaca Barlettana" 1731-1783 riporta che il 20
febbraio 1743 una forte scossa di terremoto fece cadere la cima
del campanile.

Abside esterne in stile gotico

Portale centrale. Nell’arco e sui plinti
laterali lo stemma del Capitolo di S. Maria Maggiore. La "M" è
l’abbreviazione di Mulier e in secoli successivi di Maria; la
corona gigliata è simbolo della Verginità di Maria; la testa del
cinghiale è allegoria del demonio che rovina la vigna (ripreso
dal Salmista), vede nella figurazione la Vergine che calpesta la
testa dell’infernale nemico, quindi rappresenta la vittoria del
bene sul male.
Ciborio, 1267, alto m
5,50 circa, originale e di non comune fattura, con quattro
colonne dagli artistici e splendidi capitelli diversi l’uno
dall’altro, con foglie di acanto (simbolo della dolcezza)
finemente intagliate, nastri intrecciati come trine marmoree,
tralci spinosi che germogliano sugli abachi dalla bocca di
mascheroni angolari.
Capitello su pilastro
con rappresentazione simbolica del bene (agnello a destra)
contro il male (cinghiale a sinistra).
Particolare scultoreo
alla base di una finestra nella facciata est.
"Presentazione di Maria al tempio", olio
su tela, 1775, Nicola Menzele.
Volte a crociera
Stemma famiglia Marulli.
Cappella del Transito di S. Giuseppe, stile barocco, "Anno
Domini MDCCXLIII CIMAFONTE EXTRUXIT". Tele in cornici di stucco,
1741, riproducenti episodi della vita di S. Giuseppe, del
giordanesco Geronimo Genatempo. A destra statua "S. Rocco",
legno e cartapesta, XIX sec.
"Ultima Cena", "Entrata di Cristo in Gerusalemme" e
"Trasfigurazione", XII sec. Sculture figurate straordinarie,
appartenenti alla primitiva decorazione romanica del portale
centrale (architrave o timpano), sono uno dei primi esempi di
rappresentazione figurata di così alto livello nella Puglia del
XII sec. Per l'elevata qualità sono state attribuite ad un
maestro francese che lavorò per breve periodo in Cattedrale.
|
|

Abside, a differenza della facciata
romanico-pugliese,
in stile gotico.
Torrino del campanile della Cattedrale con
tetto piramidale sormontato da lanternino ottagonale, è opera
posteriore al XII sec.
La facciata
Una fase della Via Crucis
L'interno
Interno con copertura
navata centrale a crociera, mentre le due navate laterali
presentano volte a botte. Le navate sono divise da due file di
tre colonne di granito, probabilmente provenienti da chiesa
precedente, e da altre colonne incassate in quattro grandi
pilastri.
Particolare della testa
di uno dei due leoni posti a guardia dell'ingresso.
Ferdinando I d'Aragona detto Ferrante,
incoronato il 4 febbraio 1459 in questa cattedrale.
"Madonna della Sfida" (originariamente
"Madonna dell’Assunta"), perché nella festosa processione del
1503 accolse, con Consalvo da Cordova ed i principi Fabrizio e
Prospero Colonna, il ritorno in città dei tredici cavalieri
italiani vincitori contro i francesi. Tavola bifacciale, sul
retro "Cristo Redentore", Paulus de' Serafinis, 1387.
"Assunzione della Vergine", olio su tela, attribuita a Francesco
De Mura (1696-1784).
Cappella del Transito di S. Giuseppe, stile barocco, "Anno
Domini MDCCXLIII CIMAFONTE EXTRUXIT". Tele in cornici di stucco,
1741, riproducenti episodi della vita di S. Giuseppe, del
giordanesco Geronimo Genatempo. A destra statua "S. Rocco",
legno e cartapesta, XIX sec.
Particolare scultoreo lato est. Due "pìstrici" (leggendari
mostri marini, simboli del caos): una vomita Giona, l’altra si
appresta ad ingoiarlo.
Monumento funebre Michele Gentile senior della nobile famiglia
dei Conti di Lesina, opera di Angelo Landi e Cosimo Fanzago,
XVII sec.
|